Articolo sull'handicap N.  3

Luciano Jolly

LE QUALITA' RICHIESTE DALL'HANDICAP

 

Lavorare con i portatori di handicap richiede sicuramente molte qualità, che soltanto degli esseri in evoluzione possono avere. E' un'attività che non si può scegliere per convenienza, solo per avere uno stipendio. Chi mantiene questo lavoro per molti anni ha dovuto sviluppare una grande capacità di amare. Si è creato una sensibilità particolarmente acuta. Ha affrontato in modo giusto il tema della sofferenza. Ha sviluppato il senso della devozione e del sacrificio. Ha dato importanza alla tenerezza. Si è costruito un forte senso della realtà. Ne ha acquistato una salda forza interiore.

Tuttavia per conoscere dai diretti interessati altri dettagli, ho posto agli educatori del Centro San Lazzaro di Saluzzo la terza domanda: "QUALI SONO LE QUALITÀ DEL CARATTERE CHE DEVI IMPIEGARE NEL LAVORO DI TUTTI I GIORNI?". Ecco le loro risposte:

Roberta Testa: "Le qualità che mi sono richieste da questo lavoro così particolare sono soprattutto la memoria, le capacità organizzative e l'abilità pratica nell'accudire i ragazzi. Inoltre la pazienza per adattarmi ai loro ritmi, alle loro abitudini … In ultimo l'affettività agita con abbracci e coccole: questo è un aspetto fondamentale del lavoro con l'handicap grave".
Alda Armando: "Le qualità che devo impiegare tutti i giorni sono molte. Devo tenere conto dei bisogni della persona di cui mi occupo. Considerare gli obiettivi da raggiungere per migliorare la sua vita. Devo anche avere determinatezza, prontezza di riflessi e prima di tutto essere rilassata e serena con me stessa. Ed avere sempre una gran voglia di fare".
Silvia Cigna: "Devo avere una buona dose di ottimismo nei confronti della vita. Questo è vero soprattutto nel caso dell'handicap grave, il quale richiede una profonda fiducia che vi possa essere una crescita, anche se con tempi molto lunghi. Devo avere una massiccia dose di elasticità, ovvero la capacità di adattamento ai ritmi degli altri, che sono spesso opposti ai propri".
Manuela Caula: "Sicuramente devo esercitare la pazienza, che so non essere assolutamente una mia qualità: non sono una persona paziente! Anche la creatività è molto importante: bisogna spesso saper adattare le situazioni ai ragazzi e viceversa: se un pennello non è fatto per stare nella mano di un ragazzo spastico è necessario inventarsi il modo di modificarlo (il pennello!!!), per consentire a questa persona di esprimersi dipingendo.
Forse nel nostro lavoro è anche importante riuscire a "stare", a stare nelle situazioni, senza dover per forza "fare": è importante saper stare con i ragazzi, entrare in contatto con loro, entrare in empatia con loro, adattare, modellare il nostro esserci al loro handicap, il che non significa "adattarsi" ad una situazione di mancanza, ma significa reagire al mondo, agli stimoli esterni in modo diverso".
Antonella Belli: "Uno degli aspetti che devo impiegare di più sul lavoro è quello di rallentare i ritmi, di sopportare il "non-fare". Siamo sempre abituati a muoverci, a fare delle cose; invece quando sei con questi ragazzi devi imparare anche a "non-fare", ad accettare la loro immobilità e i loro silenzi".
Germana Olivero: "Come ho già detto c'è la pazienza, il rispetto dei ritmi altrui e il soffocare un po' i nostri ritmi. Una qualità che ritengo importante è la voglia di scherzare e di ridere con i ragazzi, di ironizzare sugli aspetti meno piacevoli del nostro lavoro (la saliva, la cacca, la pipì ecc.). Questa modalità li rende più veri, più umani ed anche più normali"

(18 GEN. 2000)
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