Marina, una
giovane educatrice di Mondovì, ci pone due domande: 1) E possibile uscire completamente
dalla depressione? 2) In quale misura la volontà è importante ai fini di una
guarigione definitiva?
Diciamo subito a Marina che le sue domande sono ben poste e consentono di vedere la
depressione sotto una nuova luce. Alla prima domanda rispondiamo con un chiaro e netto SI.
Lasciarsi alle spalle un brutto momento, anche se questo periodo ha avuto una lunga
durata, rientra nelle possibilità medie umane. In qualunque fase della nostra vita è
possibile innescare un nuovo processo di guarigione, che ci porterà a vedere nella
depressione nientaltro che un periodo transitorio, unesperienza penosa ma utile:
anzi necessaria per comprendere gli errori in cui siamo caduti, e per evitarli in
futuro. In fondo si tratta soltanto di diventare consapevoli dei propri sbagli, di
eleggerli al rango di maestri per farci guidare proprio da loro! sulla
strada della nostra crescita emozionale e psicologica.
Naturalmente, affinché il successo sia garantito, occorre che si rispettino diverse
condizioni. Una prima condizione riguarda il corpo. La depressione non è soltanto uno
stato danimo, un umore nero, un pessimismo saldamente radicato nello spirito. E
anche un fatto fisico, un avvenimento somatico. Gli effetti della depressione si
trasferiscono innanzi tutto nel respiro, che si altera, contraendosi, e impedendo alla
persona di ricevere lenergia necessaria per vivere pienamente la vita.
Inoltre la persona depressa deve imparare a vivere di più nelle sensazioni, e in
particolar modo in quelle tattili. Deve apprendere a percepire il proprio corpo, a
sentirlo mentre si muove, cammina e vive. Occorre che impari ad entrare in contatto con il
mondo, con gli oggetti e con gli esseri viventi che fanno parte del suo ambiente. Il
massaggio può essere una parte importante del trattamento, poiché opera sui due versanti
complementari: quello della percezione corporea, così fondamentale per la salute mentale,
e quello della relazione con il mondo esterno.
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Chi sta
attraversando uno stato depressivo si trova in una contraddizione, insolubile soltanto in
apparenza: da un lato si sente sfiduciata, le mancano le motivazioni e la voglia di
vivere; dallaltro ha il desiderio, ma non la forza, di stare meglio. Si esce da
questa contraddizione con un atto di volontà: voglio respirare, ed è questa decisione
che mi porterà ad avere lenergia necessaria per uscire dal malessere.
Latto di volontà assume anche un altro significato. La persona che decide, che
intraprende, che dà un nuovo corso alla sua esistenza, si rende responsabile del proprio
benessere. La volontà e la responsabilità si identificano, sono la stessa cosa. Senza
volontà di migliorarsi e di progredire, la guarigione diventa difficile. Consigliamo a
Marina e a tutte le persone interessate, la lettura dellimportante libro di Roberto
Assagioli "LATTO DI VOLONTA ", pubblicato dalla casa editrice
Astrolabio. |