Panico |
Come utilizzare questa emozione negativa per la crescita e l'evoluzione
Chi soffre di panico si trova in una specie di prigione
esistenziale, di cui la difficoltà respiratoria è solo un segnale. Nella sua vita c'è
qualcosa di bloccato, di chiuso: una situazione che solo in apparenza non ammette via di
uscita.
Una terapia del panico, per avere successo, deve offrire alla persona una sorta di filo di
Arianna, che le permetta di uscire dal labirinto in cui si trova. Deve essere una terapia
che insegni la via della libertà.
SINTOMI
Possono comparire delle vertigini. La testa si "svuota", è come se fosse
compressa dall'esterno. L'impressione è quella di svenire, anche se questo raramente si
verifica. La respirazione diventa difficile: senso di soffocamento e "fame
d'aria". Sudorazione intensa. Gambe "di legno". Gli occhi diventano opachi
e lo sguardo lontano. Il mondo esterno perde brillantezza e tutto si fa confuso. Anche il
corpo non è più percepito chiaramente. Possono sopraggiungere un senso di costrizione
alla gola e al torace, ed una tensione spasmodica al plesso solare.
Psicologicamente ci si sente minacciati da un pericolo indefinito e incombente. Sentimento
di paralisi e di impotenza totale. Le previsioni si fanno catastrofiche: niente andrà
bene. Tutti i pensieri diventano negativi. Sentimento di essere soli, abbandonati, e di
non riuscire a trovare rifugio. La paura principale è che queste previsioni pessimistiche
si avverino.
LA TERAPIA DEL CONTATTO
La terapia da noi sperimentata è ad approccio corporeo e si basa sul contatto.
Poichè la persona minacciata dal panico crede di essere perduta, occorre che essa arrivi
a percepire chiaramente la propria realtà corporea. Deve "ritrovarsi" in ogni
sua parte, soprattutto nella parte inferiore e posteriore del corpo.
Percepire in ogni momento della giornata la spina dorsale, significa sentire che
l'appoggio di cui abbiamo bisogno esiste già, ed è dentro di noi.
Un'altra fonte di energia è il respiro. Aprendo il proprio corpo alla respirazione, la
persona che soffre di panico incomincerà a sentirsi più forte. Realizzerà che i mezzi
di guarigione si trovano già in lei, e che è sufficiente usarli. Il miglioramento della
respirazione è ottenuto principalmente attraverso il contatto e il rilassamento. Così il
corpo ritorna a essere fonte di sensazioni piacevoli, e questo ristabilisce la fiducia
nelle proprie capacità e nella libertà di azione.
Contemporaneamente il contatto costituisce un ponte tra sé e il resto del mondo.
relazioni con il mondo esterno migliorano, e imparando a vivere intensamente il momento
presente ("qui e ora") si lascia cadere ogni preoccupazione per il futuro. Ogni
terapia del contatto comporta inoltre una presa di coscienza dei propri bisogni emozionali
e spirituali, e indica una via per soddisfarli.